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Osteoporosi

L'osteoporosi è una malattia caratterizzata da una riduzione della massa ossea, cioè della quantità, e da un’alterazione della sua architettura, cioè della qualità. Questo porta a una maggior fragilità dell’osso e lo espone al rischio di fratture. Le regioni più frequentemente coinvolte sono l’anca, il rachide toracico e lombare, il polso e la spalla. In Italia colpisce 3,5 milioni di donne e 1 milione di uomini con costi sociali altissimi, che in Europa superano i 57 miliardi di euro. Malattia a prevalenza femminile, colpisce il 33% delle donne tra i 60 e i 70 anni di età, il 66% di ultra 80enni, contro il 20% degli uomini. Solo in Italia ne è affetto il 25% delle donne di età superiore ai 40 anni ed il 17% degli uomini di età superiore ai 60 anni. Si tratta di una patologia silenziosa e in aumento per la quale la prevenzione gioca un ruolo importantissimo.

I principali fattori di rischio per l'osteoporosi sono:

- età
- genere (femminile)
- familiarità (frattura dell’anca nei genitori)
- presenza di frattura vertebrale o di osteopenia evidenziate alla radiografia
- uso protratto (per più di tre mesi) di terapie corticosteroidee o impiego di farmaci in grado di contribuire alla perdita della massa ossea (es. inibitori delle aromatasi nelle - donne con carcinoma della mammella; terapia di deprivazione androgenica negli uomini con carcinoma della prostata, eccesso di ormoni tiroidei, ecc)
- abuso di bevande alcoliche
- fumo di sigaretta
- artrite reumatoide
- patologie endocrine (morbo di Cushing, ipertiroidismo non controllato, iperparatiroidismo primitivo, ipogonadismo, menopausa precoce, diabete mellito), da alcune patologie dell’apparato gastro-intestinale (celiachia, malattie infiammatorie intestinali, interventi di chirurgia dell’obesità, malassorbimeto)
- magrezza eccessiva
- perdita di peso superiore al 10% dall’età di 25 anni
- immobilità protratta.
 

Complicanze
La principale complicanza dell’osteoporosi è rappresentata dalle fratture, che sono soprattutto a carico di anca, colonna vertebrale, polso e spalla e che possono presentarsi anche dopo un trauma banale o spontaneamente.
Una frattura da osteoporosi a sua volta rappresenta un importante fattore di rischio per una seconda frattura: 1 donna su 4 di quelle che presentano una frattura vertebrale presenterà una nuova frattura nell’arco di un anno; 1 paziente su 3 con frattura dell’anca, presenterà una nuova frattura dell’anca entro 3 anni e 1 su 2 si fratturerà di nuovo nell’arco di 5 anni.
Una frattura da osteoporosi è anche un importante fattore di rischio di mortalità: si stima che il 28% delle donne e il 37% degli uomini ricoverati per frattura da osteoporosi muoiano entro un anno dalla frattura.
Il rischio di frattura dell’anca a 10 anni e di fratture osteoporotiche maggiori (vertebrali, dell’anca, dell’avambraccio o della parte prossimale dell’omero) a 10 anni può essere valutato mediante l’algoritmo di rischio FRAX messo a punto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che tiene conto della densità minerale ossea del collo femorale e dei fattori di rischio del paziente.
 

Prevenzione
Costruire delle ossa sane e robuste durante gli anni dell’adolescenza e proseguire per tutta la vita tenendo sotto controllo i fattori di rischio e adottando tutte le misure che favoriscano la salute dell’osso protegge dall’osteoporosi. L’impoverimento dell’osso comincia intorno ai trent’anni, ma nelle donne subisce un’accelerazione dopo la menopausa.
Ma quali sono le possibili cause su cui intervenire? L’osteoporosi può essere prevenuta fin dall’infanzia e dall’adolescenza attraverso il raggiungimento prima della menopausa del Picco di Massa Ossea. 
Alimentazione e attività fisica sono i punti cardine di una buona prevenzione. Per quanto riguarda l’attività fisica risultano particolarmente indicate per il soggetto osteoporotico tutte le attività a carico in cui il peso corporeo grava sulle ossa. Infatti il peso del corpo unito alla forza di gravità stimola positivamente la calcificazione con conseguente aumento della densità ossea. Pertanto le attività fisiche da preferire sono: camminata, marcia, ballo, salire le scale, aerobica. Ma anche sollevamento pesi e squat.
Il ciclismo ed il nuoto sono invece esercizi in cui il carico sulle ossa è inferiore e risultano dunque meno indicati ma pur sempre utili.

Cibi ricchi di calcio e vitamina D sono fondamentali. Importante quindi:
- seguire una dieta ricca di frutta e verdura, che preveda anche un adeguato apporto di calcio (circa 1000 milligrammi al giorno nei primi 8 anni di vita, 1600 mg tra i 9 e i 17 anni, 1100 mg tra i 18 e i 30 anni. 1000 mg al giorno per gli uomini di 50-70 anni, 1200 mg al giorno per le donne al di sopra dei 50 anni e per gli uomini al di sopra dei 70 anni), attraverso l’assunzione di latte, yogurt, formaggi, alimenti arricchiti di calcio, acque minerali ricche di calcio. La dieta può compensare con alimenti come l'olio di fegato di merluzzo, alici e poi succhi di frutta, tonno fresco e uova.

- limitare l’assunzione di sale
assumere vitamina D (800-1000 UI/die) e ricorrere se necessario a supplementi vitaminici al di sopra dei 50 anni o in presenza di carenza di vitamina D
Una serie di misure generali aiutano a contrastare l’osteoporosi:

- esporsi ogni giorno al sole (per almeno 10 minuti)
- fare attività fisica regolare per rinforzare i muscoli, migliorare l’agilità, la postura e l’equilibrio
- smettere di fumare
- moderare l’assunzione di bevande alcoliche
- sottoporsi agli esami clinici e radiografici quando indicato

Qualche accorgimento, invece, per prevenire le cadute e quindi fratture. Si consiglia quindi:

- l’impiego di bastoni o di deambulatori
- l’uso di scarpe dalla suola di gomma
- evitare di tenere tappeti in casa
- realizzare una buona illuminazione in casa
- predisporre punti di appoggio in casa, in particolare in bagno.

Terapia

Un trattamento anti-osteoporosi va instaurato:

- in chi abbia presentato una frattura dell’anca o vertebrale
- in presenza di T-score ≤ 2,5 a livello del collo femorale o delle vertebre lombari
- nelle donne in post-menopausa e negli uomini con più di 50 anni che presentino osteopenia (T-score compreso tra -1,0 e -2,5)

I trattamenti per l’osteoporosi comprendono:

- farmaci antiriassorbitivi come i bifosfonati (alendronato, ibandronato, risedronato, acido zoledronico)
- SERM (modulatori selettivi dei recettori per gli estrogeni, quali il raloxifene), la terapia ormonale sostitutiva
- farmaci anabolici come il Teriparatide
- farmaci con doppio meccanismo d’azione (antiriassorbitivi e anabolici come il Ranelato di Stronzio)
- gli anticorpi monocolonali come l’inibitore del RANK-L (denosumab)

Il trattamento viene effettuato in genere per 3-5 anni consecutivi. Sarà in seguito il medico, sulla base delle caratteristiche individuali del paziente, a decidere se protrarlo ulteriormente.

 

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