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Salute

Stanchezza, mal di testa, ansia e depressione: come capire se è colpa del glutine

Sei intollerante al glutine? Ecco quando mal di testa, ansia, stanchezza e depressione sono dei campanelli d’allarme.

Negli ultimi anni, sintomi come stanchezza cronicamal di testaansia e depressione sono diventati molto comuni. Per questo motivo, ci si interroga se non possa esserci un filo conduttore che riconduca questi sintomi a una patologia o a una condizione specifica. Tra le teorie più avvalorate c’è il legame con l’assunzione di glutine.

Stanchezza, mal di testa, ansia e depressione: come capire se è colpa del glutine (senioritalia.it)

Viene dunque da chiedersi come distinguere un’intolleranza da una semplice sensibilità o da altre condizioni mediche. Ci sono, per fortuna, alcuni segnali che possono far scattare un campanello d’allarme anziché un altro. Tuttavia, è bene tenere a mente che solo il medico curante può fare una diagnosi e tracciare il percorso medico e alimentare più corretto per la propria situazione.

Come capire se si è intolleranti al glutine

Quando parliamo di glutine facciamo riferimento a una proteina presente in cerali come frumento, orzo e segale. In alcune persone, il glutine può andare a sviluppare una reazione immunitaria anomala  che può portare a disturbi intestinali ed extraintestinali. Dunque è bene capire se i sintomi che si manifestano derivino o meno dal glutine, in questo modo è possibile agire nel modo migliore per innalzare la propria qualità di vita.

Come capire se si è intolleranti al glutine (senioritalia.it)

In primo luogo è bene distinguere tra celiachia e intolleranza al glutine. Nel primo caso si tratta di una malattia autoimmune, in cui l’ingestione di glutine va a causare danni permanenti alla mucosa intestinale, portando con il tempo a problemi di malassorbimento. L’intolleranza al glutine, invece, pur comportando sintomi simili alla celiachia non comporta danni all’intestino.

Differenza tra celiachia e intolleranza al glutine La celiachia è una malattia autoimmune in cui l’ingestione di glutine causa danni permanenti alla mucosa intestinale, portando a problemi di malassorbimento. L’intolleranza al glutine non celiaca, invece, non comporta danni all’intestino ma può comunque causare sintomi simili.

L’intolleranza al glutine può manifestarsi con una vasta gamma di sintomi, che potremmo dividere in tre macro categorie:

  • Sintomi gastrointestinali:
    • Gonfiore;
    • Diarrea;
    • stitichezza;
    • Dolore addominale;
    • Nausea.
  • Sintomi sistemici:
    • Stanchezza cronica;
    • Mal di testa;
    • Emicranie;
    • Dolori articolari.
  • Sintomi neurologici e psicologici
    • Ansia;
    • Depressione;
    • Difficoltà di concentrazione.

La diagnosi dell’intolleranza al glutine può essere molto complessa e richiede l’esclusione di altre patologie. Attualmente gli strumenti diagnostici sono principalmente tre: esami del sangue (così da evidenziare eventuali anticorpi specifici), biopsia intestinale (fondamentale nella diagnosi della celiachia); dieta e alimentazioni. In quest’ultimo caso, viene prima eliminato il glutine per un lungo periodo e poi reintrodotto per valutare le eventuali reazioni.

Dunque nel caso compaiano più sintomi contemporaneamente potrebbe essere il caso di contattare il proprio medico curante per ottenere una diagnosi.

Emanuela Ceccarelli

Giornalista pubblicista per professione, backpacker per passione. Amo girare il mondo con un podcast crime in cuffia e qualche libro nello zaino.

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