Il segreto millenario dei monaci buddisti per una mente serena e un corpo sano? la dieta Shojin Ryori, di cosa si tratta.
Anche conosciuta come “cucina della devozione”, questo tipo di alimentazione nasce nel tredicesimo secolo a seguito di un viaggio in Cina del monaco Dogen Zenji, che dopo aver studiato gli insegnamenti del Buddha, fondò in Giappone la setta Soto dello Zen, che prevedeva un nuovo regime alimentare in grado di purificare il corpo e aiutare la mente.
Il sito specializzato oriental italia presenta la dieta shojin ryori, una vera e propria filosofia alimentare capace, secondo i monaci buddisti, di portare all’illuminazione e di vivere in armonia con il mondo, la cui base è il rifiuto di ogni tipo di violenza e spreco alimentare.
Il precetto buddista “Una persona che mangia carne uccide il seme della compassione “ è alla base di questa alimentazione che prevede il rispetto degli ingredienti che compongono ogni pasto e della loro preparazione. Le regole di questa dieta prevedono l’assenza si carne, pesce e derivati del mondo animale – oltre a ingredienti insaporitori come aglio, cipolla, pepe – con prevalenza quindi di verdure di stagione ed erbe. Ma la regola fondamentale da seguire è quella del numero cinque.
Il numero cinque è stato scelto in quanto è legato ai precetti su cui si fonda il buddismo per indirizzare la vita dell’uomo verso il Nirvana. Questo sentiero di vita prevede quindi il rispetto di alcune regole, come quelle legate all’alimentazione.
Ogni piatto deve essere preparato utilizzando cinque metodi di cottura (crudo, fritto, bollito, arrosto e cotto a vapore), deve presentare cinque colori (bianco, verde, giallo, nero e rosso), cinque sapori (dolce, acido, salato, amaro e umami), e il piatto deve presentare i cinque elementi (terra, acqua, fuoco, vento e aria).
Un tipico pasto shojin ryori si basa su cibi a base di soia come il tofu insieme a verdure di stagione e piante selvatiche di montagna, che si ritiene portino equilibrio e allineamento al corpo, alla mente e allo spirito. Questo anche grazie alla grande importanza data alla presentazione dei piatti, in grado di saziare sia gli occhi che il palato, e all’influenza degli studi della medicina tradizionale cinese, che ha una funzione riequilibrante e disintossicante.
Tra ingredienti principali utilizzati nello shojin ryori oltre alla soia, ci sono abura-age (cagliata di soia fritta), koya-dofu (tofu essiccato) e natto (semi di soia fermentati), fu (un alimento tradizionale a base di glutine di frumento), konnyaku (simile alla gelatina), brodo dashi, salsa di soia, sake, il mirin (vino dolce di riso), miso (pasta di fagioli fermentati), l’aceto e l’olio di semi di sesamo
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