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Alimentazione

5 oli che andrebbero consumati a crudo e noi portiamo a temperature elevatissime: cosa succede alla salute

Sono 5 gli oli che andrebbero consumati a crudo ma che noi portiamo a temperature elevatissime: ecco cosa succede alla salute.

Gli esperti in nutrizione hanno più volte spiegato l’importanza dell’olio nella nostra alimentazione quotidiana, un ingrediente che non da solo sapore ma possiede anche caratteristiche importanti per la nostra salute. Esistono diversi tipo di olio, ma non tutti sono adatti alle diverse preparazioni. Ciò che è importante conoscere è però, la temperatura alla quale andrebbero consumati e i risvolti sulla nostra salute.

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In natura e in commercio, esistono diversi tipo di olio. Il più popolare e utilizzato nella dieta mediterranea è senza dubbio l’olio di oliva, ma ve ne sono altri le cui proprietà sono importanti e possono essere usati in diverse preparazioni di piatti.

5 oli e le temperature migliori

Tra i vari tipi di olio e tra i più popolari in cucina c’è anzitutto l’olio d’oliva, il re della dieta mediterranea dalle proprietà benefiche e perfetto per condimenti. Oltre all’olio di oliva, vediamo altri 4 tipi di olio da usare a crudo, e conosciamo meglio i punti di cottura ideali per la nostra salute.

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Ogni olio ha un punto di fumo differente, ovvero la temperatura alla quale inizia a decomporsi e a produrre fumo, rilasciando sostanze nocive per la salute. È importante quindi conoscere questi oli, e il loro consumo. 

  • Olio Extra Vergine d’oliva. L’extravergine risulta essere ideale per la frittura perché il suo punto di fumo è di circa 210° in confronto ad altri olii che lo raggiungono a temperature più basse; non bisogna mai friggere ad una temperatura inferiore ai 160°, e terminata la frittura è importante non riutilizzare lo stesso olio una seconda volta.
  • Olio di cocco. Si tratta di un olio solido a temperatura ambiente che si scioglie facilmente quando viene riscaldato; ideale per cotture in padella a temperature non troppo elevate, poiché ha un punto di fumo basso (175 °C).
  • Olio di sesamo. L’olio di sesamo è molto usato nella preparazione di piatti asiatici. Esistono due tipi principali di olio di sesamo: quello chiaro, usato per cucinare, e quello scuro, utilizzato a crudo come condimento per insalate o piatti finiti. Entrambi devono essere utilizzati con attenzione nelle cotture ad alte temperature, in quanto il un punto di fumo medio è di circa 210°C.
  • Olio di senape. L’olio di senape, derivato dai semi di senape è utilizzato molto nella cucina indiana e bengalese, ed è ideale per friggere, rosolare e mettere sottaceto grazie al suo alto punto di fumo.
  • Olio di arachidi. L’olio di arachidi è sicuramente tra i più utilizzati in cucina. E’ un grasso privo di glutine, ed il suo punto di fumo è mediamente a 170° C, ma si avvicina ai 230° C negli oli non raffinati. Questa resistenza ad elevate temperature ne previene l’irrancidimento e lo rende il grasso per eccellenza per una fritture inodore di pesce e verdure.

Quindi, la prossima volta che li utilizzi, presta molta attenzione~!

Zarina Chiarenza

Romana, classe ’74. Laureata in lingue, certificata in CoachingbyValues. Mi piace scrivere e raccontare storie. Il mio più grande pregio: sono del segno della Vergine. Il mio più grande difetto: sono del segno della Vergine. Il mio motto: “Lascia sempre spazio per il dolce”.

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