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Ipercolesterolemia, la riduzione dei livelli plasmatici di colesterolo-LDL (C-LDL) riduce il rischio cardiovascolare

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Ipercolesterolemia, la riduzione dei livelli plasmatici di colesterolo-LDL (C-LDL) riduce il rischio cardiovascolare

Ipercolesterolemia, la riduzione dei livelli plasmatici di colesterolo-LDL (C-LDL) riduce il rischio cardiovascolare

Ecco cosa è stato dimostrato inequivocabilmente grazie ad alcuni studi scientifici

Oggi è dimostrato in modo inequivocabile come la riduzione dei livelli plasmatici di colesterolo-LDL (C-LDL) riduca il rischio cardiovascolare: ad una riduzione di 40 mg/dl di C-LDL è associata una riduzione del 20-25% di mortalità per cause cardiovascolari come infarto e ictus. Ciò fa del C-LDL la componente lipidica con il maggior effetto patogenetico documentato sugli eventi coronarici e quindi il più importante bersaglio sia nelle strategie di prevenzione che terapeutiche. Infatti l’ipercolesterolemia, insieme a ipertensione, obesità, e abitudine tabagica, è uno dei principali fattori di rischio modificabili con un cambio nello stile di vita: un’alimentazione sana, per esempio, può ridurre il colesterolo nel sangue fra il 5% e il 10%, diminuendo così anche il rischio di malattie cardiovascolari.

Da qui, l’importanza di questa campagna di comunicazione attraverso la quale Senior Italia FederAnziani si propone di raggiungere gli over 65 non solo diffondendo una maggiore consapevolezza ma anche i consigli per un sano stile di vita che consenta ci contrastare l’impatto di questa condizione e i rischi che ne conseguono.

Numeri ed evidenze scientifiche che hanno indotto gli specialisti europei a modificare le linee guida ESC/EAS (European Society of Cardiology/European Society of Atherosclerosis) per la gestione delle dislipidemie, abbassando ulteriormente i valori target ottimali di colesterolo-LDL nel sangue: 116 mg/dL per pazienti a basso rischio cardiovascolare, 100 mg//dL  per soggetti a rischio moderato, 70 mg/dL per i pazienti ad alto rischio (con dislipidemie familiari, diabete, ipertensione o insufficienza renale) e 55 mg/dL per quelli a rischio molto alto (che hanno già subito infarto, ictus o altro evento cardiovascolare).

In tutta Europa ogni anno sono 4 milioni i decessi causati da malattie cardiovascolari, 111 miliardi gli euro spesi annualmente per l’assistenza sanitaria legata a queste patologie, e l’ipercolesterolemia nelle donne e negli uomini europei ha una prevalenza del 54%: la percentuale più alta del mondo.

In Italia, da un’analisi condotta dall’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare (OEC)/Health Examination Survey (HES), sulla popolazione di età compresa fra 35 e 74 anni tra il 1998 e il 2012, è emerso che il valore medio del colesterolo totale è aumentato significativamente sia negli uomini (da 205 a 211 mg/dL) che nelle donne (da 207 a 217 mg/dL). Anche la prevalenza di ipercolesterolemia è aumentata nei due generi, passando dal 20,8% al 34,3% negli uomini e dal 24,6% al 36,6% nelle donne.

 

La campagna è realizzata con il contributo non condizionante di:


12-11-2021

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