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I pazienti con BPCO: l’importanza di proteggere i polmoni dallo stress ossidativo

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I pazienti con BPCO: l’importanza di proteggere i polmoni dallo stress ossidativo

I pazienti con BPCO: l’importanza di proteggere i polmoni dallo stress ossidativo

In occasione della Giornata Mondiale della BPCO, gli esperti sottolineano l’importanza di proteggere i polmoni dallo stress ossidativo nelle persone affette da broncopneumopatia cronica ostruttiva.

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una patologia respiratoria cronica e progressiva, fortemente disabilitante , di cui soffre, secondo i dati Istat, il 4,5% della popolazione italiana (pari a circa 2,6 milioni di persone).

Questa malattia colpisce tra l’8% e il 12% della popolazione adulta, in genere le persone di età superiore ai 35 anni, soprattutto gli uomini ma è in aumento anche nelle donne; la diagnosi solitamente avviene intorno ai 50 anni circa.  I fumatori sono maggiormente a rischio: tra il 20% e il 40% sviluppa la malattia. La BPCO tende a essere progressiva, cioè a peggiorare nel tempo e chi ne è affetto può presentare un’importante reazione infiammatoria in risposta a un agente infettivo o a fattori chimico-fisici come l’esposizione a particelle, fumi e vapori irritanti (riacutizzazione).

Tra le cause principali delle esacerbazioni della BPCO vi sono le infezioni virali , che innalzano lo stress ossidativo e portano ad un aumento delle molecole pro-infiammatorie, avviando un circolo vizioso che potenzialmente aggrava l’infezione. Lo stress ossidativo, infatti, è la condizione base di una serie di patologie polmonari croniche e delle loro riacutizzazioni.

Secondo recentissimi dati ISS (Istituto Superiore di Sanità), la BPCO era la patologia preesistente nel 17,1% dei casi di 5.234 persone decedute per infezione COVID-19 come risulta dall’analisi delle relative cartelle cliniche.

“Una terapia con farmaci ad attività antiossidante, ripristinando un equilibrio tra agenti ossidanti ed antiossidanti, potrebbe proteggere i polmoni dallo stress ossidativo, che è anche correlato alla risposta infiammatoria, prevenendo in questo modo riacutizzazioni nella BPCO e in altre malattie polmonari - dichiara il Prof. Alberto Papi, Clinica Pneumologica Azienda Ospedaliera Universitaria S. Anna, Università di Ferrara. Alcuni studi recenti, condotti su oltre mille pazienti, hanno dimostrato che l’assunzione regolare della NAC, a dosaggi sostenuti, cioè il doppio di quelli utilizzati per sfruttarne l’azione mucolitica, è in grado di ridurre il numero di riacutizzazioni, soprattutto nei pazienti con forme moderate e severe di BPCO e dopo un periodo consistente di assunzione del farmaco. In un’ottica di prevenzione potrebbe dunque essere opportuno passare dalla somministrazione occasionale della NAC alla persistenza del trattamento. Inoltre – conclude il Prof. Papi - una copertura con NAC per tutto l’inverno dà un vantaggio aggiuntivo al paziente con patologie polmonari per difendersi dai virus che arrivano in concomitanza con la stagione più fredda. La NAC andrebbe quindi assunta durante la stagione invernale come terapia di fondo della BPCO, per prevenire le riacutizzazioni”.

A sua volta, il Dr. Marc Miravitlles, Pneumologo e Senior Researcher all’Hospital Universitari Vall d'Hebron/ Vall d'Hebron Institut de Recerca (Barcellona-Spagna), afferma che “lo stress ossidativo è implicato nella patogenesi delle malattie respiratorie ostruttive croniche. Pertanto, la NAC, che ha anche funzione di precursore e booster della sintesi di Glutatione (GSH), il più importante fra gli antiossidanti prodotti dall’organismo, può essere utilizzata per ridurlo. Questa tesi è confermata dalle linee guida dell’American College of Chest Physicians e Canadian Thoracic Society che consigliano il trattamento orale con NAC per prevenire esacerbazioni acute di BPCO nei pazienti con questa patologia moderata o severa. Anche le linee guida dell’European Respiratory Society e dell’American Thoracic Society – conclude Miravitlles - consigliano il trattamento con un mucolitico orale come la NAC per pazienti con ostruzione respiratoria moderata o severa per prevenire future esacerbazioni”.

 


20-11-2020

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