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Il problema delle cronicità al tempo del Covid-19

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Il problema delle cronicità al tempo del Covid-19

Il problema delle cronicità al tempo del Covid-19

Da Senior Italia FederAnziani un Advisory Board di esperti e un ciclo di tavole rotonde con i decisori nazionali e locali, le società scientifiche e le organizzazioni dei medici per fare il punto sulla gestione della cronicità sul territorio nella Fase 2

Prolungata chiusura dell’attività specialistica ambulatoriale del territorio e conseguente situazione di abbandono, malgrado i ripetuti appelli dei medici, per 24 milioni di malati cronici, nonché enormi ritardi che si stanno accumulando in termini di prevenzione e nuove diagnosi: è questo uno scenario di grande problematicità scaturito dall’emergenza Covid-19 nel nostro Paese.

Proprio allo scopo di affrontare la situazione della cronicità in Italia nella Fase 2, Senior Italia FederAnziani ha istituito un Advisory Board che coinvolge esponenti di alcune tra le più importanti società medico-scientifiche e organizzazioni di medici con l’obiettivo di confrontarsi con i decisori nazionali e locali e accelerare il superamento di questa fase attraverso la riapertura delle attività specialistiche del territorio, per scongiurare pericolosi ritardi nella gestione della cronicità e nelle nuove diagnosi. In questa prospettiva, Senior Italia FederAnziani ha avviato un percorso che vedrà svolgersi  una Tavola Rotonda Nazionale, una Europea e incontri con i rappresentanti delle Regioni.

In Italia ci sono 24 milioni di malati cronici che oggi non possono accedere alle cure e nemmeno al monitoraggio delle loro condizioni di salute e la maggior parte di queste persone sono anziani fragili. Vanno bilanciati rischi e benefici di ogni cura, come ci è stato correttamente detto dall’inizio, ma non possiamo ignorare che ogni diagnosi mancata, ogni terapia sospesa equivale a una perdita di opportunità di guarigione o a un più elevato rischio per la salute della persona. I laboratori ormai assicurano solo le prestazioni indifferibili, molte terapie e follow up sono sospesi, le attività mediche e chirurgiche ordinarie sono state azzerate così come gli screening. Persino gli accessi al pronto soccorso sono tracollati, e se questo in molti casi significa azzeramento dei ricorsi impropri, in altri purtroppo vuol dire che le persone, di fronte all’insorgenza di sintomi anche gravi, come quelli dell’ictus, preferiscono restare a casa piuttosto che andare in ospedale, con tutto quel che ne consegue in termini di peggioramento della salute e rischio di invalidità.

Se non proponiamo soluzioni nuove ai pazienti, questo stato di sospensione indefinita della gestione delle patologie significherà un enorme perdita di salute collettiva e un costo incalcolabile per il Servizio Sanitario Nazionale.

Occorre intervenire immediatamente ripristinando i percorsi assistenziali diagnostici e terapeutici per garantire ai cittadini nuovamente l’accesso alla prevenzione, alla cura, alla diagnosi tempestiva, non ultimo per fronteggiare al meglio l’inevitabile prolungamento dei tempi di attesa accumulatisi in questi mesi.

A tal fine sarà necessario innovare il setting con cui l’assistenza ospedaliera viene offerta, ripensando completamente il percorso intraospedaliero, limitando l’accesso solo ai casi realmente necessari, promuovendo l’utilizzo di innovazioni tecnologiche e organizzative che consentano di ottimizzare il percorso del paziente costretto dalle proprie condizioni a ricorrere ad un ricovero ospedaliero o a un intervento chirurgico, al fine di limitare al massimo la degenza intraospedaliera e l’utilizzo dei letti di Terapia Intensiva. Occorrerà garantire dispositivi di protezione individuale corretti agli operatori e ai pazienti/cittadini, effettuare test specifici agli operatori, prevedere soluzioni quali utilizzo massiccio di termoscanner e investire nel triage dedicato a filtrare gli accessi isolando gli eventuali casi positivi. E’ infine necessario investire sul potenziamento della sanità territoriale puntando sul lavoro delle équipe multidisciplinari.

 

PARTECIPANO AGLI INCONTRI ISTITUZIONALI:

 

Pierluigi Bartoletti - Vice Segretario Generale Nazionale FIMMG

Maria Luisa Brandi - Presidente FIRMO Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso

Rossella Costantino - Delegata SIMFER - Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa

Fernando De Benedetto - Delegato Società Italiana di Pneumologia (SIP IRS) e del Centro Studi SIP

Giuseppe Fatati – Presidente Italian Obesity Network, membro del Collegio dei Garanti ADI Associazione Italiana Dietetica e Nutrizione Clinica

Claudio Ferri – Past President SIIA – Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa

Pietro Fiore – Presidente SIMFER - Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa

Ciro Indolfi – Presidente SIC Società Italiana di Cardiologia

Andrea Lenzi, Presidente FO.RI.SIE Onlus Fondazione per la ricerca scientifica della Società italiana di endocrinologia e del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio

Antonio Magi - Segretario Generale SUMAI-Assoprof - Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana e Professionalità dell’Area Sanitaria

Domenico Mannino - Presidente Fondazione AMD - Associazione Medici Diabetologi 

Paolo Marchetti - Presidente Fondazione Medicina Personalizzata

Luca Menabuoni - Presidente A.I.M.O. - Associazione Italiana Medici Oculisti

Roberto Messina - Presidente Senior Italia FederAnziani

Ugo Oliviero - Responsabile Scientifico A.R.C.A. - Associazioni Regionali Cardiologi Ambulatoriali

Eleonora Selvi – Responsabile della Comunicazione Senior Italia FederAnzianI

Luigi Sinigaglia –  Presidente SIR - Società Italiana di Reumatologia

 

 

 

Il progetto si svolge con il contributo non condizionante di:

 



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