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Dolore cronico

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Dolore cronico

Il dolore è una esperienza spiacevole, sensoriale ed emozionale, che tutti noi conosciamo. Viene percepita dal corpo attraverso le strutture nervose ma coinvolge anche la sfera emozionale della persona. Il dolore è soggettivo, ognuno di noi lo "sente" in modo diverso e anche nella stessa persona può variare a seconda delle situazioni.

Come può presentarsi
Dobbiamo distinguere il dolore acuto dal dolore cronico.

Il dolore acuto è un segno di allarme fisiologico, protettivo, che il nostro corpo mette in atto per avvertirci di un pericolo ed evitare danni maggiori, come quando ci scottiamo e ritiriamo la mano o il mal di denti che ci segnala che bisogna ricorrere alle cure del dentista.
Un dolore acuto al torace o all'addome possono essere sintomo di una malattia seria e non vanno mai sottovalutati. In ogni caso il dolore acuto e intenso deve metterci in allarme e se non cessa in breve tempo è necessario la valutazione medica.

Il primo passo per cercare di comprendere una sintomatologia dolorosa è capire se l’episodio di dolore in atto:
• sia inquadrabile nell’ennesimo episodio di riacutizzazione di una malattia nota, ad esempio un mal di schiena che si ripresenta spesso;
• rappresenti invece la cronicizzazione persistente di un processo evolutivo di una malattia inguaribile ad esempio il peggioramento persistente di un'artrite reumatoide o il dolore neoplastico;
• rappresenti infine il primo episodio di una nuova malattia da inquadrare e diagnosticare.

Ben più complesso è il dolore cronico.

E' un dolore che dura per mesi o non finisce quando guarisce la malattia che l'ha causato e diventa, in seguito a complessi meccanismi che avvengono nel sistema nervoso, una malattia vera e propria e non solo il sintomo di qualcosa che non va.
Il dolore cronico nasce da una percezione fisica ma coinvolge anche  la sfera emotiva, portando in breve tempo, ad uno stato di SOFFERENZA in quanto il dolore che dura per mesi o anni, per quasi tutto il giorno, quasi tutti i giorni, influisce pesantemente sulla qualità della vita. 
Le persone con dolore cronico spesso si trovano anche a sopportare disagio psicosociale, cattiva alimentazione e perdita di peso, diminuzione dell'attività, disturbi del sonno, isolamento sociale, problemi coniugali, disoccupazione e problemi finanziari, ansia, paura e depressione.

Il dolore cronico può portare a

•           alla riduzione della propria autonomia
•           limitare la normale attività quotidiana
•           una forte compromissione della vita sociale e relazionale;
•           disturbi del sonno, irritabilità e affaticamento;
•           ansietà e depressione;
•           alterazioni cognitive e della memoria;
•           riduzione degli interessi sessuali;
•           rischio di abuso di sostanze e medicamenti, effetti collaterali di tali farmaci;
•           peggioramento di altre patologie croniche.

Il dolore cronico ha un effetto negativo importante sulla qualità della vita di milioni di malati e delle loro famiglie.
In Italia Il 21% degli italiani, pari a oltre 12 milioni di individui, soffre di dolore cronico. Tra questi la maggioranza è rappresentata dalle donne, che sono circa il 56%. Colpisce prevalentemente la popolazione over 65; i dati mostrano che il dolore cronico cresce in prevalenza e con l'avanzare dell'età.
Il dolore, essendo un sintomo soggettivo, è difficile da gestire in modo efficace, tanto più nelle popolazioni anziane ove sono presenti alterazioni fisiologiche legate all’età che influenzano l'azione dei farmaci e il metabolismo.

Le cause
Le cause più comuni di dolore cronico sono:

•           processi degenerativi del sistema muscolo scheletrico (osteoatrosi, degenerazione delle articolazioni, fratture e osteoporosi)
•           malattia oncologica
•           malattie neurologiche, diabete, infezioni.

E' un errore pensare che se la malattia che causa il dolore non può essere curata, non può esserlo neanche il dolore.

Diagnosi
Se sentite dolore quasi tutti i giorni per la maggior parte della giornata e questa spiacevole esperienza condiziona la vita di tutti i giorni, costringendovi a limitare le normali attività ed interferisce con l'umore, il sonno e le relazioni allora probabilmente soffrite di dolore cronico. Il dolore cronico di cui soffrono tanti anziani non va sopportato, non è  la condizione "normale" della vecchiaia ma è una malattia che può e deve essere curata.

E' necessario parlarne con il proprio medico e in attesa della diagnosi della malattia che causa dolore, deve essere iniziato un trattamento che allevi il dolore.
Il ruolo del medico di medicina generale per la terapia del dolore riveste una particolare importanza perché è il primo e necessario interlocutore del paziente per la diagnosi, la terapia ed eventualmente l'invio verso strutture idonee per il trattamento del dolore cronico.

Per fare una corretta valutazione del dolore e avviare la terapia più appropriata per alleviarlo, bisogna considerare:

  • dove è il dolore,
  • cosa lo provoca/peggiora,
  • l'interferenza con le normali attività quotidiane(sonno/attività/lavoro),
  • da quanto tempo dura,
  • cosa si è fatto per avere sollievo (farmaci, fisioterapia, altro) 
  • la misura del dolore (intensità NRS).

Misurare il dolore è il primo passo per riconoscerlo e alleviarlo. E' importante per quantificare con un numero l’elemento soggettivo del dolore e quindi conoscere uno degli elementi fondamentali per impostare il regime terapeutico. Serve anche per valutare l’efficacia del trattamento nel tempo.
Un metodo molto usato è chiedere di dare un voto da 0 a 10 al dolore, ponendo che 0 è la totale assenza di dolore e 10 il peggior dolore che si è mai provato (ad esempio i dolori del parto o una colica renale)
Per le persone che non riescono a comunicare si usano altri strumenti di valutazione altrettanto efficaci.
La visita, o esame obiettivo, è un passo fondamentale per  capire il dolore e iniziare o completare, se necessario, una valutazione diagnostica.
Il medico ha così la possibilità di impostare una terapia per il sollievo del dolore, tenendo conto delle altre patologie della persona e delle terapia già in atto e mettere in atto, se necessario, un percorso diagnostico e terapeutico, eventualmente integrato con altre figure professionali.

Quali sono gli obiettivi da raggiungere per chi ha dolore cronico?

•           Miglioramento della disabilità
•           Sollievo dal dolore (NRS <4)
•           Miglioramento della Qualità di Vita!

Dove e come curare il dolore cronico

Dal 2010 esiste una Legge specifica, la Legge 38 (15 marzo 2015)  che tutela il diritto del cittadino ad accedere alle Cure Palliative e alla Terapia del dolore e ridefinisce i concetti basilari di tali cure.
In specifico ridefinisce la Rete terapia del dolore che deve garantire la continuità assistenziale dalla struttura ospedaliera al suo domicilio e viceversa ed è un nuovo modello organizzativo, integrato nel territorio nel quale sono previsti tre nodi complementari, a secondo della complessità e/o gravità del caso:

•           gli ambulatori dei MMG
•           l'ambulatorio di terapia antalgica, almeno uno/due per ASL (SPOKE)
•           centri di riferimento di terapia del dolore, uno/due per Regione (HUB)

Non tutte le persone con dolore cronico hanno bisogno di accedere ai Centri di riferimento regionali o agli ambulatori specifici; nella maggior parte dei casi la malattia viene risolta dal Medico di famiglia, anche con la consulenza di specialisti e figure professionali di altre specialità che si integrano tra loro per il miglioramento della patologia.
È fortemente sconsigliato il "fai da te" o il peregrinare tra vari specialisti, provare terapie costose e non appropriate, si perde tempo e denaro e si potrebbe aggravare il problema.
Bisogna consultare il proprio medico di fiducia e intraprendere insieme un percorso di cura.

Come prevenire il dolore cronico

  • E' molto importante chiedere aiuto tempestivamente prima che il dolore possa causare uno stato di vera malattia, cioè prima che s’instauri il circolo vizioso del dolore-sofferenza con il peggioramento della qualità della vita.
  • L'alimentazione corretta e il mantenimento di un peso corporeo accettabile con un’attività fisica, anche al domicilio possono ritardare la comparsa di quelle condizioni che spesso sono causa di dolore cronico, come l'artrosi o il diabete.
  • La prevenzione delle cadute, la correzione di posture sbagliate possono evitare alcune cause di dolore cronico.
  • Muoversi regolarmente e praticare esercizio fisico leggero ed adeguato alle proprie condizioni di salute, anche con il supporto di specialisti migliora la percezione del dolore e riduce le ricadute.

 

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