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Bpco (Broncopneumopatia Cronico Ostruttiva)

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Bpco (Broncopneumopatia Cronico Ostruttiva)

Che cosa è?
La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia delle vie respiratorie (bronchi e polmoni), che può essere trattata, ma dalla quale non si guarisce (è cronica) e che provoca una parziale ostruzione delle vie aeree, cioè una riduzione persistente del flusso aereo (ostruzione bronchiale).
E’ una condizione che rende difficile la respirazione. E’ dovuta alla somma degli insulti che si verificano nei polmoni di un paziente nel corso degli anni, principalmente a causa del fumo di sigaretta. Tende ad essere progressiva, cioè a peggiorare nel tempo e chi ne è affetto può presentare un’importante risposta infiammatoria cronica delle vie aeree in risposta ad una malattia infettiva o all’esposizione a particelle, fumi e vapori irritanti (riacutizzazioni di BPCO).
Questa infiammazione cronica può portare a distruggere il tessuto polmonare e a causare quindi una condizione nota come enfisema. La causa più importante della broncopneumopatia cronica ostruttiva è il fumo di sigaretta.
La BPCO rappresenta la quarta causa di morte nel mondo ed è una patologia ampiamente prevenibile e trattabile (ma non guaribile). Le vie respiratorie hanno una forma simile ad un albero con tanti rami e ramificazioni, sempre più piccole, che terminano in una sorta di palloncini, detti "alveoli" polmonari. È dentro gli alveoli che il sangue si carica di ossigeno dall’aria inspirata e si libera dell’anidride carbonica che viene eliminata alla successiva espirazione. Quando tutto funziona normalmente, l’aria, dopo aver attraversato l’albero bronchiale, entra con rapidità e facilmente negli alveoli e ne esce altrettanto rapidamente. Quando si è, invece, affetti da BPCO, l’aria entra e soprattutto esce con difficoltà dalle vie aeree che risultano ristrette perché le pareti possono essere ispessite ed edematose (rigonfie), per la contrazione delle piccole cellule muscolari che le circondano o per l’accumulo di secrezioni mucose.
 

Cause
La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia che compare in età adulta; chi ne è affetto quasi sempre è un fumatore da molti anni. Anche l’esposizione a fumi e vapori (sia in casa, sia per motivi lavorativi) può compromettere la salute delle vie aeree:

•    fumo di sigaretta (attivo e passivo);
•    esposizione a fumi e vapori irritanti, polveri, sostanze chimiche (in casa o sul luogo di lavoro);
•    inquinamento atmosferico da smog e polveri sottili, emissioni dei veicoli a motore
•    asma ed iperreattività bronchiale;
•    infezioni delle vie respiratorie (bronchiti, polmoniti e pleuriti) rappresentano fattori predisponenti;
•    cause genetiche (ad es. deficit di alfa-1 antitripsina, una proteina prodotta dal fegato che ha un effetto protettivo sulle fibre elastiche degli alveoli polmonari);
•    qualsiasi fattore che influenzi negativamente lo sviluppo dei polmoni durante la gravidanza o l’infanzia.
Sintomi e segni
I sintomi tipici della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) sono:
•    la tosse, che può essere cronica (cioè con produzione di catarro per 3 o più mesi l’anno, per 2 anni consecutivi) e più importante al mattino;
•    il catarro può essere estremamente denso e difficile da eliminare con la tosse;
•    la dispnea è il sintomo principale della BPCO e viene descritta come un aumentato sforzo a respirare o affanno respiratorio;
•    respiro sibilante e costrizione toracica, soprattutto dopo sforzo;
•    aumentata suscettibilità alle infezioni virali e batteriche delle vie aeree, che guariscono lentamente e diventano sempre più frequenti man mano che la malattia progredisce;
•    astenia, calo ponderale (anche per riduzione dell’appetito) possono essere sintomi d’accompagnamento nelle forme più gravi.

A seconda dell’intensità di questi sintomi si distinguono diversi stadi di questa malattia:
•    forma lieve (stadio 1): è frequente la tosse, occasionalmente accompagnata da secrezioni. Può comparire dispnea (affanno), in occasione di sforzi importanti;
•    forma moderata (stadio 2): sono frequenti sia la tosse che le secrezioni bronchiali. E' frequente la dispnea (affanno), soprattutto camminando a passo veloce o facendo uno sforzo. Non si riescono a portare a termine lavori molto pesanti. Guarire da una bronchite o da una malattia da raffreddamento può richiedere molte settimane;
•    forma grave (stadio 3): diventano ancora più frequenti sia la tosse che le secrezioni bronchiali. L’affanno rende impossibile svolgere anche alcune attività della normale vita quotidiana come camminare, fare le scale;
•    forma molto grave (stadio 4): l’affanno è presente anche a riposo e rende impossibile svolgere anche le più semplici attività della normale vita quotidiana come alimentarsi, lavarsi e vestirsi. Le riacutizzazioni diventano più frequenti e più gravi e aumenta il rischio di ricovero ospedaliero e di morte;
•    riacutizzazione di BPCO: è un evento improvviso, in genere provocato da una causa infettiva che provoca un rapido peggioramento dei sintomi respiratori. Può rappresentare un’emergenza medica.

Diagnosi
In tutti i pazienti con tosse cronica (con o senza espettorato), dispnea e storia di esposizione ai fattori di rischio, bisogna sospettare la presenza di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Il primo passo è ovviamente quello di recarsi dal medico. Dopo la raccolta di informazioni circa la storia di esposizione a fumo di sigarette o altro, la qualità del respiro e la frequenza degli episodi di bronchite, lo pneumologo (lo specialista medico che cura le malattie polmonari) visita il paziente e lo sottopone ad una serie di test:
•    spirometria: è un test che consente di misurare la quantità di aria che una persona può espirare e il tempo che impiega a farlo. Consiste nel soffiare in un tubo di gomma o cartone collegato ad uno spirometro. Le misurazioni spirometriche di base e dopo somministrazione di un farmaco broncodilatatore utilizzate per fare diagnosi di BPCO sono: la CVF (Capacità Vitale Forzata) volume massimo di aria che può essere inspirata ed espirata, il VEMS (Volume Espiratorio Massimo al primo secondo) che misura di quanto rapidamente i polmoni possono essere svuotati ed il loro rapporto VEMS/FVC (un valore inferiore al 70% indica ostruzione bronchiale e quindi BPCO);
•    saturimetria e misurazione dei gas nel sangue arterioso (emogasanalisi): servono a valutare i livelli di ossigeno (nel caso dell’emogasanalisi anche di anidride carbonica) nel sangue e dunque a porre eventuale indicazione alla ossigeno-terapia;
•    radiografia del torace: aiuta ad escludere altre malattie che possono simulare la BPCO;
•    test del cammino (6 minuti): serve a valutare il grado di invalidità causato dalla BPCO e a monitorare l’efficacia di un programma di riabilitazione respiratoria.
Valutazione di altre patologie associate: molto spesso i pazienti con broncopneumopatia hanno altre patologie croniche associate, quali malattie cardiovascolari, sindrome metabolica, osteoporosi e depressione. In questi pazienti anche il rischio di tumore del polmone è aumentato.

Terapia
Obiettivo della terapia della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è quello di alleviare i sintomi e di migliorare la tolleranza agli sforzi, per migliorare la qualità di vita. Altro obiettivo della terapia è quello di prevenire la progressione della malattia e le sue riacutizzazioni.
Fondamentale è smettere di fumare.
Per prevenire le riacutizzazioni è molto importante sottoporsi alle vaccinazioni anti-influenzale e anti-pneumococcica.
La maggior parte delle terapie per la BPCO "stabile" si somministrano per via inalatoria (attraverso inalatori a polvere secca, spray o puff predosati, aerosol):
•    Farmaci broncodilatatori (beta2-agonisti a rapida e a lunga durata d’azione) per via inalatoria: si prescrivono al bisogno o cronicamente per ridurre i sintomi;
•    Farmaci anticolinergici (anche in associazione a beta2-agonisti) per via inalatoria;
•    Corticosteroidi (anche in associazione a beta2-agonisti) per via inalatoria;
•    Inibitori della fosfodiesterasi-4.
I pazienti con broncopneumopatia, in tutti gli stadi di malattia, possono trarre beneficio da programmi di riabilitazione respiratoria con miglioramento della tolleranza allo sforzo, dei sintomi dispnea e astenia e del tono dell’umore:
•    ossigenoterapia (nei pazienti con insufficienza respiratoria cronica)
•    supporto ventilatorio (ventilazione meccanica non invasiva) nei pazienti con BPCO molto grave e soggetti con frequenti ricoveri in ospedale per riacutizzazioni
Oltre alle terapie inalatorie nelle riacutizzazioni di BPCO si ricorre in genere anche alla somministrazione di:
•    corticosteroidi per via sistemica (in compresse o per via endovenosa)
•    antibiotici
•    mucolitici
•    ossigenoterapia
E’ necessario l’utilizzo della ventilazione meccanica non invasiva (con maschera facciale) in presenza di un elevato e progressivo accumulo di anidride carbonica che rende acido il sangue (cioè quando il pH del sangue arterioso si abbassa sotto 7,30).
Prevenzione
Ecco cosa fare se si è affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO):
•    smettere immediatamente di fumare;
•    assumere con regolarità i farmaci prescritti e sottoporsi a regolari controlli medici;
•    vivere in un ambiente pulito e stare lontano dal fumo passivo;
•    far arieggiare bene l’ambiente se si è tinteggiata la casa o se si effettua una disinfestazione. In cucina tenere aperte le finestre per far uscire rapidamente i vapori della cottura e gli odori (stessa cosa se si tiene un caminetto accesso);
•    restare in casa e con le finestre chiuse nelle giornate di forte inquinamento dell’aria;
•    mantenersi in forma, facendo esercizio fisico regolare (es. camminando); imparare ad eseguire gli esercizi respiratori;
•    seguire una dieta sana (povera di colesterolo e grassi saturi, ricca di fibre, frutta, verdura, latte e latticini magri, pesce, carni bianche, usare poco sale, mangiare pochi dolciumi) e ridurre le calorie se c’è bisogno di perdere peso;
•    indossare vestiti comodi, che non ostacolino la respirazione;
•    recarsi immediatamente dal medico (o in pronto soccorso) in caso di improvviso peggioramento dei sintomi o se si ha l’impressione di non riuscire a respirare.
Attenzione a questi campanelli d’allarme:
•    si fa fatica a camminare;
•    si fa fatica a parlare;
•    le labbra e le unghie sono cianotiche (blu-viola);
•    il cuore batte in modo veloce e irregolare;
•    il respiro è veloce e molto difficoltoso;
•    le medicine che si usano di solito in caso d’emergenza non alleviano i sintomi o lo fanno solo per pochi minuti.

 

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