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Coronavirus, Oms: Se il virus rimane nelle Rsa, può tornare nelle comunità

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Coronavirus, Oms: Se il virus rimane nelle Rsa, può tornare nelle comunità

Coronavirus, Oms: Se il virus rimane nelle Rsa, può tornare nelle comunità

La questione della Rsa al centro dell’emergenza. Da Senior Italia FederAnziani i punti essenziali per gestirla, relativamente a queste strutture, individuati da un Advisory Board.

"La questione della prevenzione della diffusione del coronavirus nelle Rsa è qualcosa che deve essere affrontato ora. E' un tragedia che ha ucciso già troppe persone e se la malattia rimane in questi luoghi, tornerà nelle comunità attraverso gli operatori che vi lavorano e i visitatori". Lo afferma Mike Ryan, capo del Programma di emergenze sanitarie dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in conferenza stampa a Ginevra.

"Dobbiamo avere cura dei più vulnerabili - ha aggiunto - altrimenti tutta la comunità sarà di nuovo in pericolo. Bisogna dare sostegno a queste strutture. Sul lungo termine dovremmo analizzare il modo in cui diamo assistenza agli anziani". "In generale - ha aggiunto Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico per il coronavirus dell'Oms - è importante prevenire che il virus entri in un sistema chiuso come le Rsa, l'obiettivo è questo. Bisogna aiutare queste strutture con il giusto approccio di risk assessment. E' un problema persistente in alcuni paesi e dobbiamo assicurarci che i pazienti abbiano anche la giusta assistenza per le loro malattie preesistenti".

Le parole che giungono in questi giorni dall’Oms confermano la centralità della messa in sicurezza delle Rsa nella più generale lotta al Coronavirus. E’ necessario, dunque, mettere queste strutture al centro degli interventi che mirano a superare l’emergenza, non solo per esempio, facendo riferimento al contesto italiano, per garantire una vera e propria Fase 2 anche per gli ospiti delle Rsa, che necessitano quanto prima di una riapertura sicura dei canali con l’esterno , ma anche per tutelare l’intera comunità.

Senior Italia FederAnziani dal canto suo ha affrontato in maniera concreta e scientifica la questione riunendo nelle scorse settimane un Advisory Board che ha individuato i punti essenziali per la gestione dell’emergenza Coronavirus nella Rsa. In primo luogo la necessità di tamponi a tappeto, o più precisamene di uno screening adeguato con tamponi più test sierologici sia degli ospiti che del personale delle RSA. In secondo luogo, altrettanto importante, la necessità di garantire a ogni Rsa una preventiva dotazione di DPI adeguati, sufficienti per residenti e personale per almeno due settimane. DPI di cui deve essere garantito il regolare e costante approvvigionamento, sin dalle prime fasi, in caso di epidemia. Devono essere distribuiti fondi – si legge nel documento dell’Advisory Board - a copertura di tutti i maggiori costi per DPI sostenuti nel corso dell’emergenza.

Fondamentale inoltre il rafforzamento del ruolo della sanità territoriale, ove possibile prevedendo un ruolo di primo piano dei MMG e degli specialisti ambulatoriali. Ma sono molti i punti fondamentali che necessitano di essere garantiti: dalle adeguate informazioni circa le procedure da rispettare per contenere l’infezione, così come avviene negli ospedali pubblici, anche fornendo la consulenza specialistica di pneumologi e infettivologi territoriali e di altre branche specialistiche, alla possibilità di utilizzare sistemi di telemonitoraggio  fino all’attenzione all’impatto psicologico e alla lotta contro le situazioni irregolari.

 


18-05-2020

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