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AGI - Salute: Fimmg a Federanziani, non disperdere anni di rapporto di fiducia =

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AGI - Salute: Fimmg a Federanziani, non disperdere anni di rapporto di fiducia =

(AGI) - Roma, 30 lug. - "Riteniamo doveroso, non fosse altro per i due milioni di pazienti, prevalentemente senior come ama chiamarli Roberto Messina, che sono presenti ogni giorno nei nostri ambulatori, chiarire che la medicina di famiglia mai tradira' la fiducia che deriva dalla scelta del proprio assistito". E' quanto dichiara Silvestro Scotti Segretario Nazionale di FIMMG, in risposta alle preoccupazioni espresse da Federanziani. "Le affermazioni venute fuori durante il rapporto OSMED sono sicuramente allarmanti ma lo diventano ancora di piu' soprattutto se le mettiamo insieme, in una sorta di disegno strategico, a quanto si discute in questi periodi soprattutto rispetto alla assistenza territoriale." rimarca Scotti. "Se nel Patto per la salute e non solo si insinua come necessaria anzi indispensabile la rivalutazione del contratto dei medici di famiglia sottintendendo, ma nemmeno troppo, un passaggio al contratto di dipendenza quale soluzione alla integrazione con altri professionisti del territorio (che verrebbe da chiedersi ma quali? visto che medici di continuita' assistenziale, specialisti e pediatri sono anch'essi convenzionati, forse gli infermieri ma allora non sarebbe piu' semplice rendere loro convenzionati?) che cosa si vuole fare se non eliminare il rapporto di scelta del paziente che libera il medico dal governo che gli si vorrebbe imporre?" "Quando si continua a valutare nella centralizzazione distrettuale, con distretti che diventano sempre piu' grandi territorialmente e conseguentemente sempre piu' lontani dal cittadino, la soluzione a tutto, aumento di intensita' assistenziale, carenza di medici, integrazione, controllo di spesa etc, dimenticando prossimita' e domiciliarita' che invece sono le richieste maggiori di un paese che diventa sempre piu' senior, che cosa si vuole fare se non ridurre una offerta vicino casa e costringere i pazienti a percorrere chilometri per ritrovare il proprio medico che nel frattempo non sara' piu' il loro medico perche' dipendera' dall'orario di presenza dei singoli professionisti e non dalla negoziazione individuale tipica del rapporto medico di famiglia e assistito". "Quando, infine," conclude Scotti "si parla di un DM 71 per il territorio senza individuare come per l'ospedale un investimento strutturale tipo l'articolo 20 della legge 67/1988, che cosa si vuole fare se non le nozze con i fichi secchi e i fichi li dovremmo portare noi medici di famiglia o peggio i cittadini attraverso un aumento di spesa privata per essere assistiti. Importante pero' a questo punto chiarire che il nostro stato di agitazione e' la chiamata alle armi di chi invece crede ancora in questo paese ad un SSN, a misura del cittadino, caratterizzato per la medicina di famiglia da fiduciarieta', prossimita' e domiciliarita'". (AGI) Red/Pgi 301411 LUG 19 NNN


30-07-2019

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