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Mattera (Senior Italia Cultura Sport), appello alla CONFSAL: nei piani di Welfare Aziendale più attività fisica per la tutela del benessere della persona

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Mattera (Senior Italia Cultura Sport), appello alla CONFSAL: nei piani di Welfare Aziendale più attività fisica per la tutela del benessere della persona

Mattera (Senior Italia Cultura Sport), appello alla CONFSAL: nei piani di Welfare Aziendale più attività fisica per la tutela del benessere della persona

“L’attività fisica, a pieno titolo, è uno strumento, un bene, una terapia scientificamente approvata e raccomandata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e poterla praticare è un diritto di tutti”

«La tutela della salute e del benessere del lavoratore si garantisce anche attraverso l’incentivazione di azioni concrete da adottare nei piani del Welfare Aziendale legate alla più ampia diffusione delle attività del movimento fisico perché un lavoratore informato ed educato ad assumere o correggere i propri stili comportamentali si garantirà con buone probabilità un invecchiamento attivo», lo ha ribadito il Presidente Nazionale di Senior Italia Cultura Sport Agostino Mattera nel corso della festa del lavoro del Primo Maggio celebrata a Napoli dalla CONFSAL, la quarta Confederazione Sindacale Italiana, quella autonoma. «Nel vostro patto per lo sviluppo sociale e la tutela del benessere della persona molto ben articolato», ha precisato Mattera rivolgendosi al Segretario Generale Angelo Raffaele Margiotta, «vi chiediamo di sostenere unitamente alle vostre legittime rivendicazioni anche questa linea d’intenti che ci sta molto a cuore e che siamo certi che una grande Organizzazione sindacale qual è la CONFSAL voglia considerare con la giusta attenzione che merita», affinché nei piani del Welfare Aziendale previsti dalla legge di stabilità, ha sottolineato Mattera, «la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, il work-life balance, divenga elemento essenziale per il quale intraprendere, tra le altre e con pari dignità, tutte quelle azioni congiunte di politiche innovative e mirate volte a combattere le cattive abitudini sedentarie e gli stili di vita non corretti che noi crediamo debbano essere altresì parte integrante degli schemi contrattuali che la rappresentanza sindacale dovrà considerare in maniera più incisiva tra gli obiettivi primari di discussione nella fase di contrattazione di primo e secondo livello».

Allo stato attuale, ha continuato Mattera «i numerosi accordi aziendali che prevedono di poter convertire del tutto o in parte i premi di produttività in forme di Welfare rappresentano indubbiamente un segnale importante che consolida il sistema relazionale impresa-lavoro. È su questa linea direttrice che si dovrà focalizzare una comune condivisa attenzione che tenga conto dell’esigenze e dei reali bisogni provenienti dai comparti lavorativi che sia finalizzata ad orientare il lavoratore nell’individuare consapevolmente, nel vasto paniere di opportunità previste dalla legge di stabilità quelle maggiormente finalizzate al processo di miglioramento della qualità della vita personale e familiare che gli vengono proposte, in virtù anche dei vantaggi che dal loro utilizzo ne deriverebbero sotto il profilo economico».

Più attività fisica, dunque, un dato che emerge anche secondo un recente sondaggio di InfoJobs, la prima piattaforma di recruitment online in Italia: il 91.5% dei lavoratori campionati, vorrebbero che nel loro paniere di flexible benefit ci fossero proprio più opportunità per praticare attività fisica durante la giornata lavorativa. In particolare, il 51% chiederebbe, se potesse, una convenzione con la palestra più vicina all’ufficio dove poter scegliere tra diversi corsi e attività. Il 31% parteciperebbe volentieri a gruppi di corsa o tornei con i colleghi. E infine il 18% vorrebbe seguire corsi di fitness direttamente in ufficio. Incoraggiare e promuovere -questa salutare abitudine-, sempre secondo InfoJobs, diffusa e applicata capillarmente dalle aziende vede aumentare la produttività, diminuire l’assenteismo e può in generale produrre benessere fisico, sviluppando un concreto senso di appartenenza e l’aumento anche delle relazioni sociali all’interno degli stessi luoghi di lavoro. «C’è la necessità a fronte di una sempre più crescente richiesta come recenti sondaggi ci indicano», ha concluso Mattera, «di auspicare che il legislatore ponga in essere con sempre più attenzione queste misure di grande utilità sociale per la prevenzione di tantissime malattie che potrebbero ridurre sensibilmente la spesa sanitaria pubblica. Andrebbero inserite quindi stabilmente nei piani del Welfare Aziendale previsti per le imprese tra quelle che godono della completa deducibilità in quanto considerate strumenti a sostegno della retribuzione per il valore aggiunto di utilità sociale che rappresentano per l’intera collettività. Anche l’attività fisica, a pieno titolo, è uno strumento, un bene, una terapia scientificamente approvata e raccomandata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e poterla praticare è un diritto di tutti».


10-05-2019

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