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DIRE - ANZIANI. SCREENING GRATUITI PER PREVENIRE PROBLEMI DI UDITO

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DIRE - ANZIANI. SCREENING GRATUITI PER PREVENIRE PROBLEMI DI UDITO

Senior Italia FederAnziani promuove la campagna di prevenzione "Ascoltare per comunicare, comunicare per vivere": screening uditivi nei centri anziani aderenti. A 50 anni, il 10% circa della popolazione europea presenta un danno uditivo, a 70 anni tale incidenza supera il 40% (RED.SOC.) ROMA - "Ascoltare per comunicare, comunicare per vivere": e' questo lo slogan e il titolo della campagna di prevenzione dei problemi uditivi lanciata da Senior Italia FederAnziani. A partire dal prossimo 19 gennaio, presso i centri anziani aderenti alla federazione, saranno eseguiti screening uditivi, con l'obiettivo di prevenire e ridurre la diffusione di disturbi dell'udito tra la popolazione anziana. I dati. Risulta infatti che, all'eta' di 50 anni, circa il 10% della popolazione europea presenti un danno uditivo di entita' superiore ai 35 dB, mentre a 70 anni tale incidenza supera il 40%, per aumentare in maniera esponenziale con l'aumentare ulteriore dell'eta'. Per quanto riguarda l'Italia, qui circa il 12% della popolazione totale ha un deficit uditivo e tale incidenza raggiunge il 40% nei soggetti di eta' superiore ai 65 anni. L'ipoacusia e' quindi eta' correlata e risulta maggiore tra gli individui di sesso maschile. Le conseguenze. I disturbi uditivi, oltre a procurare un disagio comunicativo, possono avere diverse conseguenze indirette, come le cadute e il deterioramento senile: le persone con un calo dell'udito che non viene corretto hanno un rischio aumentato del 24% di avere un decadimento cognitivo. E un grave deficit uditivo e' invece in grado di aumentare di ben 5 volte, in maniera indipendente rispetto ad altri fattori, il rischio di sviluppare demenza. Gli apparecchi acustici. Nel nostro Paese gli apparecchi acustici sono poco utilizzati: si stima che l'eta' media degli italiani che portano apparecchi acustici sia di 74 anni, contro una media europea di 60,5 anni. Recenti indagini hanno inoltre rivelato che solo il 25% dei pazienti che ha coscienza del problema accetta una protesizzazione: una riluttanza dovuta per lo piu' a pregiudizi, vanita', ristrettezze economiche e condizionamenti sociali. Le protesi per ipoacusia infatti, anche se quasi invisibili, sono ancora considerate una prova di disabilita' in molti soggetti che dovrebbero portarle. (cl) (www.redattoresociale.it) 14:37 08-01-18 NNNN

 


08-01-2018

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