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Tumori e uso cellulari: 20 anni di studi per capire se c’è un nesso

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Tumori e uso cellulari: 20 anni di studi per capire se c’è un nesso

Tumori e uso cellulari: 20 anni di studi per capire se c’è un nesso

Tra paure e assoluzioni, la comunità scientifica non ha ancora dissipato i dubbi

Vent'anni di studi e ricerche ma ancora nessuna relazione definitiva sul rischio che l'uso eccessivo dei cellulari possa sviluppare il tumore al cervello. La comunita' scientifica internazionale finora non e' arrivata ad una conclusione. Secondo uno degli studi piu' recenti, pubblicato lo scorso anno dall'agenzia federale Usa National Toxicology Program, l'esposizione alle radiofrequenze incrementa due tipi di cancro. La ricerca e' stata condotta su oltre 2500 topi esposti ad alte radiofrequenze. Il piu' grande studio in materia resta Interphone del 2010, finanziato dall'Oms. Nonostante 10 anni di lavoro, 19 milioni di euro spesi e 10mila interviste in 13 Paesi, non e' riuscito a dissipare i dubbi: "assenza di rischio per gli utilizzatori, fatta eccezione per i piu' assidui". Su queste basi, nel 2011, l'Oms ha classificato i campi elettromagnetici come 'possibili cancerogeni' nel gruppo 2b, lo stesso del caffe' e dei sottaceti. "Nel mondo occidentale non c'e' nessuna prova scientifica che vi sia un nesso tra l'uso del telefono cellulare e lo sviluppo di un tumore al cervello", afferma il professore di neurochirurgia dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore di Roma Alessandro Olivo. E a sfavore dell'ipotesi indica il fatto che "nonostante l'incremento esplosivo dell'uso dei cellulari negli ultimi 15 anni, non c'e' stato un aumento dei tumori cerebrali, ne' benigni, ne' maligni". Il dibattito resta aperto, come dimostra la sentenza di oggi del Tribunale di Ivrea, decisione che potrebbe aver tenuto conto della sentenza di Cassazione del 2012 che diede ragione alla Corte d'Appello di Brescia. In quel caso i giudici avevano accolto il ricorso di un lavoratore colpito da neurinoma "in conseguenza dell'uso lavorativo protratto di telefoni cordless e cellulari". Un altro caso e' stato trattato dal Tar del Lazio del 2014 - primo del genere in Italia - intentato dall'Associazione per la lotta all'elettrosmog contro il Ministero della Salute per ottenere una campagna di informazione nazionale sul rischio. Saranno diffusi entro il 2017 i dati dell'Istituto Ramazzini sulle radiazioni a radiofrequenza (RFR) in uso nel sistema di comunicazione della telefonia cellulare.


21-04-2017

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