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L’olio di scarto delle cucine: una risorsa preziosa e reciclabile

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L’olio di scarto delle cucine: una risorsa preziosa e reciclabile

L’olio di scarto delle cucine: una risorsa preziosa e reciclabile

Se disperso nell’ambiente, invece, provoca gravi danni all’ecosistema e alle falde acquifere

Che fine fa l’olio di scarto delle nostre cucine? I ragazzi del gruppo A.C.M.E. dell’AISTAP che partecipano alla competizione FIRST LEGO League “Trash Trek” si sono posti questa domanda facendo delle scoperte sorprendenti. L’olio alimentare esausto è una risorsa preziosa: è riciclabile per oltre il 99% per produrre biodisel (da 1 litro di olio esausto si ricava 1 litro di biocarburante, il cui utilizzo riduce le emissioni di CO2 dell’83% e le polveri sottili fino al 65%), lubrificanti o semplicemente per generare energia (in Italia se ne potrebbero ricavare circa 1 TWh di energia l’anno, quanta ne producono 300 mila impianti fotovoltaici). Se disperso nell’ambiente, invece, provoca gravi danni all’ecosistema e alle falde acquifere. Un solo litro di olio riesce a rendere non potabile un milione di litri di acqua. Ogni anno nelle nostre case produciamo circa 7 kg di questa preziosa risorsa a famiglia, di cui però solo una minima parte è raccolta e riciclata. Per trovare i motivi di una raccolta così scarsa in Italia, i ragazzi del gruppo A.C.M.E. hanno condotto oltre 200 interviste tra Campania, Lazio, Molise, Toscana e Veneto, chiedendo alle persone come smaltissero gli oli di scarto. Il dato più interessante, oltre alla scarsa informazione, è stato che le persone trovano scomodo portare l’olio ai centri di raccolta che spesso sono pochi e lontani, e che sarebbero ben felici di farlo se avessero un punto di raccolta vicino a casa. Il tema è stato analizzato insieme agli esperti di Adriatica Oli e, per risolvere il problema dei costi di ritiro legato a un gran numero di punti di raccolta, il team A.C.M.E. ha ideato il “Bidone Intelligente”. L’innovazione consiste nell’aggiungere a un comune bidone di raccolta, una scheda Arduino dotata di un sensore a ultrasuoni per la misura del livello di riempimento e un modulo cellulare GSM per comunicare lo stato al centro operativo. In questo modo è possibile moltiplicare i punti di raccolta distribuendoli nei supermercati, scuole, centri commerciali, ecc. riuscendo a contenere i costi di ritiro e garantendo che i bidoni siano svuotati tempestivamente. Attualmente è stato realizzato un primo esemplare funzionante, mentre sono in corso le valutazioni per costruire alcuni prototipi al fine di verificare le funzionalità sul campo.


22-01-2016

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